Avete presente quella pubblicità? Ma sì quella che fa ...
"toglietemi tuttto , ma non il mio ...", ebbene per me, la stessa
identica frase diventa "toglietemi tutto, ma non la pizza", ed in una
città, Milano, in cui trovare una buona pizza implica dedicarsi a una
"caccia al tesoro nell'isola che non c'è", diventa fondamentale cercare
di trovare un modo per sopravvivere alla carenza di pizza, imparando a farla a
casa.
Ma sapete quale è la cosa più divertente? Imparare a fare la
pizza a casa è una vera e propria avventura, un viaggio tra lieviti, farine,
modalità e temperature di cottura che ci porta a raggiungere la nostra ambita
meta, la nostra ricetta perfetta per la pasta della pizza.
Il mio viaggio avventura è cominciato con la pasta della
pizza che mi ha insegnato mamma, poi è continuato in un tortuoso cammino tra i
diversi tipi di farina, una parte di farina di monitoba e una parte
"00", tutta "00", "0" e monitoba?? Poi ho camminato sentendo parlare di lievito
madre e rimasta affascinata da questa creatura, mi sono ripromessa di fare un
viaggetto anche nella terra del lievito madre .
Mi sono fatta consigliare ricette, ho sperimentato,
inventato, improvvisato e poi un sabato pomeriggio in libreria mi scontro con
un libro "Il gioco della pizza" di Gabrele Bonci e da lì... Tutto è
cambiato, inizio finalmente a vedere in lontananza la mia ambita meta, ed
ora... vi racconto di questa bellissima ricetta.











